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piazzeno fabbri

MONTECRESTESE- 22-05-2022-- Ai piedi del Monte Larone si trova l’Alpe Piazzeno, bellissimo balcone su Ossola e Antigorio. Ormai anche lì arriva la strada, riservata da una legge regionale a chi ha baite o ville da quelle parti e negata agli altri contribuenti che hanno, appunto, contribuito a costruirla. Noi ci siamo saliti da Altoggio, ovviamente a piedi.

GITA N. 75 O 24 PIAZZENO

APRILE 2022

Dislivello: 1100 m. Tempo: 5 h 15’. Sviluppo: 13 km.

Dopo il ritrovo ed il consueto caffè a Pontetto al bar Gufo’s, saliamo con le auto poco sopra Altoggio e parcheggiamo a quota 800. Per la squadra di oggi adottiamo, come avrebbe fatto anche Mourinho, il 2 – 5, ovvero la formula della doppia badante, che si rende ormai quasi indispensabile con l’avanzare dell’età.

Fra i cinque maschietti ci sono due medici di turno ed un anziano ex istruttore di sci taroccato. Il sole è un po’ velato, in attesa di una lieve perturbazione da ovest che, a fine gita, mi consentirà di accompagnare una badante sotto il mio ombrello per qualche minuto.

Dopo un breve tratto di asfalto, in corrispondenza di un tornante imbocchiamo il sentiero A04, evidente e ben segnato, che incrocia più volte la strada asfaltata e ci porta alle cappelle di Pusalà, dei Genovesi e del Gaggio, 1060. All’Oratorio della Madonna di San Luca, 1156, prima breve pausa, dopo un’ora scarsa di cammino tranquillo.

Di qui un tratto ripido ci riporta sulla strada, ormai praticamente parallela al sentiero, e la seguiamo fino a Cascine Bertolini, 1318, e Coipo, 1407. Proseguiamo per Giovera di Sotto, 1521, di nuovo sul sentiero A04 che è diretto alla Cappella della Croce e al Lago di Matogno. Noi lo lasciamo alla nostra destra per salire a Giovera di Sopra, 1600, dove merita qualche minuto la contemplazione del panorama stupendo e del prato arato dai cinghiali (un’ora e un quarto da San Luca). Sulla sinistra (occidente), leggermente più in basso, prendiamo la pista sterrata che, in morbida salita, porta rapidamente al largo piazzale dove termina.

In pochi minuti, su un sentiero che attraversa la ripida valletta del Rio Piccolo, raggiungiamo le baite basse dell’Alpe Piazzeno, 1687. Risaliamo il ripido prato che ci porta alle baite più alte, a quota 1750 circa, ed osserviamo, con un certo disappunto, che l’Alpe Larone ed il monte omonimo sono ancora lontani. Eppure, una ventina d’anni fa, al Monte Larone ero salito da solo, con il mio fedele samoiedo, in meno tempo e con poca fatica. Che sia l’età? Ridiscendiamo alle baite basse e ci sistemiamo per un rapido spuntino, dopo tre quarti d’ora da Giovera di Sopra. La tanto attesa perturbazione da occidente sembra avvicinarsi e l’aria si è rinfrescata.

Non sia mai detto che i Murmäta discendano lungo lo stesso percorso di salita e, quindi, appena prima del piazzale dove termina la sterrata percorsa prima, imbocchiamo un sentierino sulla destra. Scendiamo nel ripido bosco di larici, in direzione sud sud ovest, incontrando prima delle baite diroccate, poi altre baite più in basso. Dovrebbe trattarsi dell’Alpe Grignasca e dell’Alpe Il Sasso.

Fatichiamo inizialmente a seguire la traccia, che diventerà poi sentiero evidente con indicazioni circolari verdi. Le cartine più aggiornate (si fa per dire) ignorano questo percorso, indicato invece su cartine più vecchie. Ma adesso ci sono le piste agro-silvo-pastorali che spesso sostituiscono i sentieri e costituiscono le vere priorità. E’ il triste trionfo della montagna motorizzata su quella calpestata solo dagli scarponi.

A quota 1300 incrociamo la strada che da Alagua sale verso Coipo e Giovera. La percorriamo in salita fino all’Alpe Buscain, porta d’accesso al bellissimo altopiano di Coipo, dove ci concediamo un giro esplorativo con percorso libero. Torniamo sulla strada prima di Cascine Bertolini e qualcuno apre l’ombrello sotto due gocce di pioggia trasportata da occidente, dove un po’ di neve sta imbiancando leggermente le cime più alte, con qualche mese di ritardo.

Dopo due ore e un quarto da Piazzeno siamo alle auto. Ripassiamo dal Gufo’s per chiudere in bellezza la giornata e, ai caffè del mattino, si sostituiscono le birre reidratanti.

 Gianpaolo Fabbri

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